In breve
- →Le prestazioni di somministrazione di alimenti e bevande in Italia hanno IVA al 10%.
- →Le somministrazioni di bevande alcoliche non consumate nell'esercizio possono avere aliquote diverse — verificare caso specifico.
- →Alcuni prodotti non da somministrazione (es. confezioni sigillate d'asporto di alcuni prodotti) possono ricadere in 22%.
- →L'errore di aliquota genera contestazioni fiscali: meglio chiedere conferma al commercialista per casi incerti.
Le norme di riferimento
Le aliquote IVA applicabili alle cessioni di beni e prestazioni di servizi sono disciplinate dal DPR 633/1972 e dalla Tabella A allegata che elenca tutti i beni/servizi con aliquote ridotte (4% e 10%). La regola generale è il 22% (aliquota ordinaria); tutto ciò che non rientra nelle tabelle agevolate è al 22%.
Per la ristorazione il riferimento chiave è la somministrazione di alimenti e bevande, che l'ordinamento fiscale assoggetta all'aliquota del 10% (Tabella A, parte III, n. 121). Ma dentro questo mondo ci sono sfumature che generano contestazioni.
Quando si applica il 10% (ristorazione tipica)
- Pasto consumato al tavolo: carte di alimenti + bevande non alcoliche = 10%.
- Pizzeria al banco / tavolo: pizza e bevande in ristorazione = 10%.
- Bar: caffè, cappuccino, spremuta, panini, pasticceria somministrati = 10%.
- Mense aziendali / scolastiche (con contratto specifico): 10%.
- Ristorazione in hotel (con somministrazione): 10%.
- Catering / banqueting (servizio con personale): 10%.
Il principio
Quando si applica il 22%
- Prodotti confezionati sigillati venduti d'asporto che non costituiscono somministrazione (casi particolari, verificare).
- Bevande alcoliche non consumate nell'esercizio (caso variabile, dipende da contesto).
- Servizi non-alimentari (noleggi, vendita di gadget o merchandising).
- Consulenze, serate a tema con tariffa forfettaria non-food.
La distinzione non è sempre netta: per esempio un cestino per asporto di pranzo confezionato con piatti pronti può essere somministrazione al 10% o cessione bene confezionato al 22% a seconda della modalità di preparazione e vendita. In casi incerti si consiglia consulenza fiscale specifica.
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Richiedi demo gratuitaL'asporto: caso particolare
Il take-away / asporto è oggetto di interpretazioni nel tempo. In generale:
- Pizza, panini, pasta preparata da asporto presso ristorante/pizzeria = ristorazione al 10% (secondo l'interpretazione prevalente applicata).
- Prodotti da pasticceria confezionati (torte, pasticcini) venduti come cessione = verifica caso specifico (possibile 10% se somministrazione tipica pasticceria).
- Bottiglie di acqua / bibite sigillate vendute d'asporto senza somministrazione = 22% (cessione di bene).
Caso concreto: la pizza d'asporto
Bevande alcoliche
Il trattamento IVA delle bevande alcoliche ha diverse casistiche:
- Vino al bicchiere o in bottiglia servito al tavolo: in ristorazione = 10%.
- Birra alla spina al banco: in somministrazione = 10%.
- Cocktail al bar: somministrazione = 10%.
- Bottiglia chiusa venduta d'asporto senza somministrazione: può ricadere al 22% a seconda del contesto.
La distinzione «somministrazione» vs «cessione di bene» è la chiave per ogni caso. Verifica sempre con commercialista.
Caffetteria e tavola calda
- Caffè, cappuccino, bevande calde al banco o al tavolo = somministrazione = 10%.
- Caffè in capsule / macinato venduto da asporto = cessione di bene = 22% (di norma).
- Panini preparati al banco e consumati in loco = somministrazione = 10%.
- Piadina / focaccia preparata al banco e portata via = somministrazione (generalmente) = 10%.
Errori comuni
- Applicare sempre 10% anche su cessioni di beni sigillati = possibile contestazione fiscale.
- Applicare 22% su tutta la somministrazione alcolica = errore classico di prudenza, erode margine ingiustamente.
- Non distinguere asporto vs somministrazione quando la norma lo richiede.
- Non aggiornare il registratore di cassa alle aliquote corrette.
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Richiedi demo gratuitaDomande frequenti
Il caffè al bar è al 10% o al 22%?
La pizza al taglio d'asporto è al 10%?
Il vino in bottiglia venduto da ristorante ma portato via?
Chi è responsabile in caso di errore di aliquota?
Posso chiedere un interpello all'Agenzia delle Entrate?
Fonti
- DPR 633/1972 — Disciplina dell'imposta sul valore aggiunto (testo consolidato) — Gazzetta Ufficiale
- Agenzia delle Entrate — Aliquote IVA — Agenzia delle Entrate
Scritto da
Emanuele Diquattro
CEO Studio121



